Genova · 1743
Il violino di Paganini “Il Cannone”
Pochi strumenti sono legati a una città quanto il Guarneri “del Gesù” che Niccolò Paganini lasciò a Genova.
Lo strumento
Costruito a Cremona nel 1743 da Bartolomeo Giuseppe Guarneri, detto “del Gesù”, il violino appartiene al periodo tardo del maestro, quando il suo lavoro si fece più audace e libero. Paganini lo chiamava “il mio cannone violino” per la potenza e la profondità del suono, e il nome gli è rimasto.
Paganini e il Cannone
Paganini (1782–1840) ebbe il violino all’inizio della carriera e lo suonò per tutta la vita, custodendolo gelosamente. Quando nel 1833 a Parigi ebbe bisogno di una riparazione, il lavoro fu affidato a Jean-Baptiste Vuillaume, che ne realizzò anche una copia così fedele che Paganini faticava a distinguerle. Paganini regalò poi la copia al suo allievo Camillo Sivori; anch’essa giunse infine a Genova.
Un lascito alla città
Nel testamento Paganini lasciò il Cannone alla sua città natale, “onde sia perpetuamente conservato”. Dopo la sua morte il violino fu consegnato a Genova nel 1851 e da allora appartiene alla città.
Dove vederlo
Oggi il Cannone è esposto, insieme alla copia di Vuillaume, a Palazzo Tursi in via Garibaldi, nei Musei di Strada Nuova. Per mantenerlo in condizioni di suono viene suonato regolarmente da un violinista conservatore e, in occasioni speciali — tra cui il Premio Paganini — si ascolta in concerto.
Perché conta per i liutai
Per un liutaio genovese il Cannone non è solo un pezzo da museo: è un modello vivo. Le bombature, il suono ampio e potente e la libertà del disegno continuano a ispirare strumenti nuovi, ed è uno dei modelli disponibili per le commissioni della bottega.